Vanity Fair, N.37, 2026. Oltre alle grandi scoperte tecnologiche, ogni epoca ha conosciuto anche novità in campo gastronomico. Così negli ultimi anni è aumentata la passione per cibi orientali come il ramen, il poke (made in Hawaii), il tofu, che si è affiancato dignitosamente ai nostri formaggi. In tempi recenti è andato crescendo l’interesse per un prodotto che arriva dagli Stati Uniti: si tratta dello swicy (sweet + spicy), dove si incontrano il dolce e il piccante, che si trova anche già confezionato e che pure in Italia ha conquistato una messe di seguaci aiutando a migliorare le più varie pietanze, dall’ananas allo yogurt, dalle insalate al pollo fritto, financo alla pizza. Un esempio? Si mischiano insieme peperoncino piccante, miele, un goccio di lime, sale e pepe. Una semplice fetta di formaggio acquisterà così una vitalità molto più marcata. In verità, niente di nuovo sotto il sole: dai tempi antichi è ben conosciuto e apprezzato l’agrodolce, basato sull’incontro tra aceto e zucchero, come nella superba caponata siciliana, o nel sempre delizioso maiale in agrodolce della grande cucina cinese. Vale la pena di ricordare le parole di Jean Anthelme Brillat-Savarin (1825), celebre gastronomo francese: «La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella».
Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile
Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed