
Una buona cena giova molto alla conversazione. Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene se non si è cenato bene.
A good dinner is of great importance to good talk. One cannot think well, love well, sleep well, if one has not dined well.
Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé – A Room of One’s Own
I libri di Paola Trifirò Siniramed
L’OSPITE FELICE. Manuale semiserio di sopravvivenza sociale
di Paola Trifirò Siniramed, Cairo Editore, 2025. Prefazione di Ferruccio de Bortoli
Da chi ha inventato l’uovo di Pasqua a come è nato il caffè espresso, dal perché le squisite arance Tarocco vengono spregiativamente chiamate in questo modo all’intelligenza del polpo raccontata da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia: in queste pagine si parla di arte, costume, letteratura, scienza…
L’autrice riesce a creare un’atmosfera intima, portando in primo piano ospiti che condividono momenti di gioia, successi e riflessioni più o meno profonde.
Una lettura leggera, ma mai banale, perfetta per chi cerca un pizzico di positività nel caos quotidiano.


“Una tavola si mette in scena (verbo usato, non a caso, dai francesi per i registi). Ma la scenografia non basta. Gli ingredienti sono gli attori che non possono essere, ovviamente, consumati. Guai. Cambiano tutte le volte. E non possono non essere freschi e giovani. E il testo? In tavola è nella conversazione del pubblico, cioè gli ospiti, nello scambio di sensazioni e opinioni su quello che si assaggia e sul resto del mondo”
Ferruccio de Bortoli
Prefazione L’ospite felice di Paola Trifirò Siniramed
Illustrazioni di Caterina Giorgetti per L’Ospite Felice
Mi mangio lo scafo. La storia nel piatto
L’uovo di Mozart. A tavola e in cucina
Un numero fortunato. Tempi moderni
L’eterno dilemma del tovagliolo. Galateo
Dizionario irresistibile di storie in cucina
di Paola Trifirò Siniramed, Cairo Editore, 2021. Prefazione di Ferruccio de Bortoli
Dalla bottarga dei faraoni alle pere amate dal re Luigi XIV, dalle polpette del Manzoni al ragù di Eduardo De Filippo fino al tiramisù di Casanova: una passeggiata ghiotta e divertente tra storia, curiosità e ricette. Dalla A alla Z.
2000 anni di storie e aneddoti culinari, conditi con humour e appetitose ricette.


“Questo non è un libro di ricette. O meglio: lo è ma non solo. È soprattutto un dizionario storico dei cibi più comuni, trattati nei modi più sorprendenti e geniali nel corso dei secoli. Dietro ogni piatto c’è un’avventura umana, una sapienza antica (a partire da Marco Gavio Apicio o Plinio il Vecchio), si incrociano personaggi regali con fami ataviche e plebei dotati di un acume principesco nel preparare le pietanze e scoprirne le varietà. Ora immaginiamo che al posto del portatovagliolo, lì sulla tavola imbandita, vi sia questo Dizionario irresistibile che spiega l’origine di tante usanze in cucina. Il gusto è nella storia degli alimenti. Nell’assaggiarli ma anche nel sapere come sono arrivati nelle nostre tavole.”
Ferruccio de Bortoli
Prefazione Dizionario irresistibile di storie in cucina di Paola Trifirò Siniramed
Illustrazioni di Caterina Giorgetti per il Dizionario irresistibile
Plinio li preferiva selvatici
– La ricetta: gli asparagi primavera


Rossini, crescendo con tartufo
– La ricetta: le uova al piatto con tartufo
Bottarga, dai faraoni a Ferran Adrià
– La ricetta: gli spaghetti alle due bottarghe


SALT & PEPPER SHAKERS
di Paola Trifirò Siniramed, Chimera Editore, 2015. Prefazione di Ferruccio de Bortoli
Dimentichiamo le classiche saliere italiane piuttosto che francesi o inglesi, di argento o di vermeil. C’è un altro universo tutto da scoprire. Fin dall’inizio del secolo scorso, infatti, gli USA, seguiti nel tempo da altri Paesi, unendo utilità e divertimento, scopi pubblicitari e fantasia, hanno creato un intero mondo di salini e pepini (salt and pepper shakers), nelle forme più varie e tuttavia ispirate alla realtà del vivere: dai cuochi ai giocatori di baseball, dai canguri ai clown, dagli angeli alle barche e agli strumenti musicali. Basta che siano due, uno sale, uno pepe.
“Un mondo di sublime artigianalità, sorprendentemente creativo, si apre in questa collezione che attraversa i continenti, le culture, le tradizioni e le unisce tutte d’incanto. Il linguaggio della tavola è universale.” Ferruccio de Bortoli