Vanity Fair, N. 30-31, 2025 Ci sono prodotti che dividono drasticamente il pubblico in favorevoli e contrari. Così la cipolla, da molti considerata irresistibile, è per altri socialmente inavvicinabile. Lo stesso è per l’aglio (famiglia: Amaryllidaceae).
La stagione estiva è la più favorevole a colossali spaghettate e piatti dove l’aglio assieme al pomodoro (e magari vongole e cozze) la fa da padrone. Giugno-settembre è il periodo migliore per questo ortaggio, di cui l’Italia è ottimo produttore, da quello rosso di Nubia (Trapani), concorrente del rosa francese di Lautrec, a quelli di Vessalico (Liguria), di Sulmona (Abruzzo) o di Voghiera (Ferrara). Per i Romani, l’allium era un medicamento per tutti i mali, dall’asma al mal di denti («tre teste d’aglio tritate in aceto»), ma anche in caso di tosse o dermatite. Senza dire che «l’aglio tritato insieme con coriandolo verde e imbevuto con il vino stimola il desiderio sessuale»! (Plinio).
Una notizia per i gourmet: in caso di vacanza negli Stati Uniti, la città di Gilroy, California, è da sempre dedicata alla produzione dell’aglio, e dal 25 al 27 luglio organizza, come ogni anno, un ricco Garlic Festival, dove tra balli e musica si possono gustare calamari e gamberoni, steak e dolci, financo gelati, tutto rigorosamente a base di aglio. Prenotazione però obbligatoria. E buon appetito!
Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile
Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed