Colomba di pace

Vanity Fair, numero 14, 2024.

Pasqua è alle porte, ci si prepara a una festa importante, con tanto di ritrovi familiari e di buoni cibi. Tipico piatto forte del pranzo di Pasqua è l’agnello al forno (o anche, squisito, come a Napoli, con uova e piselli, detto «alla pasqualina»). Non tutti però apprezzano queste carni, e aumenta sempre di più il numero dei vegetariani, che si orienteranno magari verso una lasagna, con béchamel e le verdure che la primavera porta con sé.

A coronamento del pranzo, oltre all’uovo di cioccolato che fa felici i bambini di tutte le età, c’è anche la colomba, simbolo universale di pace. La leggenda racconta un’origine antica del dolce, preparato in questa forma da popoli invasi nel VI secolo dal re longobardo Alboino, per ingraziarselo. Storia sicura è invece l’origine della colomba negli anni Trenta del Novecento, quando l’azienda milanese Motta, famosa già per i panettoni, in base all’intuizione di un suo dirigente Dino Villani, decise di continuare a utilizzare le linee di produzione anche per un dolce altrettanto tipico per la festa pasquale. Da li al grande successo, ripreso poi da altre case dolciarie, il passo fu breve, tant’è che il dolce è entrato a tal punto nella nostra storia da poter essere oggi annoverato tra i più noti prodotti di tradizione italiana.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed