Allergie e insofferenze

Vanity Fair, numero 7, 2025.

Per grandi cene e buffet oggi viene quasi sempre, per fortuna, chiesto in anticipo di segnalare problematiche di allergie o gravi insofferenze alimentari. Negli inviti in case private, spesso è lo stesso ospite ad avvisare del suo problema. Così celiaci e irrimediabili allergici ai crostacei o ai funghi possono stare tranquilli.

Diverse sono invece le più semplici insofferenze, per cui può succedere che un pranzo a casa preparato con grande cura incontri inaspettatamente la reazione negativa dell’ospite non tanto di fronte a rognoni, animelle, fegato, rane o lumache, cibi ormai automaticamente esclusi dai saggi padroni di casa, quanto al più semplice agnello, talora al maiale, alla carne troppo rossa o ai formaggi fusi, con imbarazzo, sorpresa e financo sgomento di chi ospita.

Come sempre è suggeribile una via «sicura», confortata dalla presenza nella cucina italiana di decine di meravigliosi risotti, con tutte le verdure possibili, di vellutate vegetariane o goduriose zuppe di legumi, di carni rosate e lievi, ma anche filettini mignon e magari deliziose polpettine, perché no, con i carciofi. Giova ripetere, con Brillat – Savarin, che far sentire felici gli ospiti per il tempo del pranzo deve essere il primo compito dei padroni di casa.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed