Mele. Una al giorno

Class Country, inverno 1992-1993. La mela piaceva molto ai Romani nonostante la chiamassero «malum» (il nome veniva in realtà dal greco malon e non aveva nulla a che fare con un’inesistente malignità del frutto). Moltissime erano le varietà, come assicurava Plinio, e Catone ne elencava ben 32: parecchie, come le celebri Matianae (che secondo il filosofo greco Ateneo erano imbattibili) o le Appianae, portavano il nome di chi, spesso ricco e nobile, ne aveva curato l’innesto nel proprio giardino. Ma i Romani, sempre ghiottoni e attenti al meglio, non tralasciavano neanche le renette (che allora non avevano però questo nome) che arrivavano dalla Gallia.

Originario dell’Europa e dell’Asia occidentale, il malus cummunis, e cioè il melo comune, fa parte, con albicocchi, ciliegi, peri, cotogni, susini e peschi, della grande famiglia delle Rosacce.