Vanity Fair, numero 11, 2023.

Il termine caffè, magicamente associato al piacere, deriva presumibilmente dall’arabo qatwa, una bevanda che non a caso produceva effetti eccitanti. Ma sbaglierebbe chi pensasse che ciò ne abbia mai limitato il consumo: nel mondo economico il caffè infatti si piazza al secondo posto dopo il petrolio, prima anche di generi essenziali come il grano. Recenti studi di un gruppo scientifico danese hanno inoltre scoperto che una notevole quantità (5 al giorno) di caffè migliora le condizioni mentali e di salute dell’individuo: fortunati dunque in primis i finlandesi che ne sono risultati i maggiori consumatori (pro capite).

Caffè, piacere e passione per una bevanda aromatica, consolatoria ed eccitante nei momenti più diversi della vita: come quel personaggio che all’annuncio dello scoppio della guerra sembra abbia detto «prima un espresso, poi vediamo». Fondamentale il modo di berlo, meglio seduti, con una bella tazzina (riscaldata). Ma il progresso ha cambiato tutto o quasi, al posto della moka e della napoletana sono arrivate le macchine automatiche, le tazze sono di vetro ma spesso di carta usa e getta, con cialde e capsule non si sente più il grato rumore della macinatura. Ma nel cuore e nel palato c’è sempre «’na tazzulella e’ cafe» cantata dal grande Pino Daniele.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed