Il pappamondo

Vanity Fair, numero 30/31, 2023.

In vacanza c’è chi si avventura verso mete lontane per conoscere altri luoghi e altre civiltà, ma perché non anche una cucina «nuova»? Bisogna resistere alla tentazione di cercare un ristorante italiano. La nostra cucina oggi si trova pressoché ovunque, ma il nostro viaggiatore la gusta già tutto l’anno. Perché non provare l’esperienza della cucina locale? Che sia di pesce, di carne o di verdure, ci saranno sorprese, non necessariamente negative. Anzi.

Così, è vero che la cucina degli States non ha mai avuto grande «stampa» in Europa, ma sarà interessante scoprire che su tutte le lunghe coste americane, per esempio sulla East Coast, e dal Maine fino alla Louisiana, il pesce abbonda: molluschi, crostacei, grandi pesci, al forno, al gratin, come le aragoste della Signora in giallo o le ostriche Rockfeller o Bienville, in filetti al burro, come l’halibut, e molto altro ancora. Sarà altrettanto piacevole, in Oriente, scoprire, quanto gustosa sia la zuppa vietnamita, delicato brodo con spaghetti di soia o di riso, germogli di soia, polpettine di carne, spezie. Tutto questo (quasi) si può magari ripetere a casa, deliziando gli amici non solo con i racconti di viaggio ma anche con novità culinarie. Potrà capitare di incontrare qualcosa di non particolarmente gradito? Forse sì, ma fa parte del viaggio ed è tutto un valore aggiunto.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed