Vanity Fair, numero 19, 2024.
Certo ci sono problemi più importanti, ma non posso ignorare chi mi chiede, dopo una discussione in proposito, se la banana si può mangiare a tavola con le mani. Il termine «banana» ha origini incerte. presumibilmente portoghesi, a partire da un’espressione africana, forse della Guinea. Orbene, il galateo ci dice che in un pranzo con ospiti, anche se moderatamente formale, la banana si serve su un piatto con tanto di forchetta e coltello: eliminate le estremità, si faranno due incisioni laterali, la buccia cadra come per miracolo e si porzionerà a fettine, gustando qualcosa che di questi frutti esotici dell’Africa o dei Caraibi avrà solo un ricordo sbiadito. A conforto, va soggiunto che è opinione dei competenti che ai pranzi è meglio evitare la banana, fortemente energetica, e limitarla al mattino per la prima colazione, dove, per fortuna, si è spesso da soli o con la famiglia.
In effetti, anche chi è del partito di mangiare ove possibile con le mani, si limita a quei cibi come le polpette. i piccoli fritti, le patatine, le alette di pollo, il modaiolo finger food (per citare) che si prestano all’uso di due garbatissime dita. Nei pranzi della sera, alla banana, tuttavia, è consentita una veloce comparsa in ricche tagliate di frutta, lasciando al mattino tutta la più ampia possibilità di gustarla.
Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile
Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed