Destra o sinistra?

Vanity Fair, numero 41, 2022.

No, non è una scelta politica, ma semplicemente l’amletico dubbio sulla collocazione del tovagliolo. Oggi insostituibile, non lo fu altrettanto nel passato, a differenza della tovaglia, nota in Persia fin dal III secolo a.C. e usata (si trattava perlopiù di un tappeto) dagli antichi Romani. Il tovagliolo, invece, quando offerto, era «diviso» fra due commensali, qualcuno addirittura lo portava con sé da casa. Nel Medioevo, la mancanza di tovaglioli induceva all’utilizzo dei bordi della tovaglia, o peggio, se Erasmo da Rotterdam nel 1530 definiva «maleducato pulirsi le dita… sulla tunica» (!). Il tovagliolo incomincia a mietere successi nel Rinascimento, si «veste» di pizzi e ricami, le tavole ricche fanno a gara per superarsi. Ancora nell’Ottocento continua a fregiarsi di tessuti e decorazioni; più recentemente ritorna il successo, come già alla corte di Versailles, dei tovaglioli piegati in forme leggiadre, come ventagli, orchidee, cigni, rane, barche. Ma non tutti amano che l’oggetto portato alla bocca venga troppo «maneggiato». Gli inglesi spesso lo infilano nei napkin holders, anelli eleganti e talora preziosi, e suggeriscono che alla fine il tovagliolo venga con garbo posato sul tavolo.

E la soluzione al dilemma? Ebbene, il tovagliolo va perlopiù collocato a sinistra del piatto, ma è elegante anche nel centro, sempre che il piatto non sia decorato, magari con le iniziali, come si usava una volta. Piace a destra? Non vale la pena farsi problemi, nessuno protesterà; l’importante è, magari, non legarselo vistosamente al collo, come abbiamo visto fare ad Alberto Sordi nelle sue commedie, e anche se l’impeccabile Poirot indulge in questo vezzo, per mantenere immacolati i suoi abiti. Del resto, si racconta che lo stesso Leonardo, secoli prima, aveva ideato una sorta di pezza da mettersi al collo, proprio con questo scopo.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed