Chi si è rubato i buchi?

Vanity Fair, numero 10, 2025.

Mario, invitato a cena, acconsente di venire però con Bernardo. Senonché quando Mario arriva, con grande sorpresa la sua ospite scopre che Bernardo è uno splendido cagnone che poco ha a che fare con cristallerie e posate, nonché con amabili conversazioni a tavola. L’equivoco è sempre dietro l’angolo, anche in campo culinario.

Una lettrice, invitata a un pranzo importante, di fronte a un bellissimo tagliere di formaggi dove veniva esaltata la purezza di un gruyère straordinario, ingenuamente domanda come mai non abbia i buchi. Fra lo sguardo falsamente comprensivo ma in realtà critico dell’ospite e dei commensali, tutti soi-disant gourmet a tre stelle, le viene spiegato che questo formaggio eccelso, purissimo e con molte altre qualità, originario e vanto della cittadina di Gruyères in Romandia (Svizzera), non ha mai i buchi, che invece sono tipici dell’emmenthal.

Tutt’altro, in effetti, ma ottimo formaggio svizzero a pasta pressata e a base di latte vaccino, molto popolare, che spesso in Italia viene semplicemente chiamato «gruviera». E i buchi? Sono generati dai gas prodotti da uno speciale tipo di fermentazione causata durante la stagionatura da piccole particelle di fieno, entrate in contatto col latte.

Ovvero della serie meno si parla e meno si sbaglia. È ovvio. Ma è altrettanto vero che solo sbagliando si può imparare. 

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed