Class Country, dicembre 1990. Poche cose segnano l’arrivo dell’autunno come le castagne e i marroni (fra i due esiste una differenza). Poche, soprattutto, introducono a una altrettanto irresistibile serie di delizie in cucina. Dipenderà, forse, dalla nobiltà dell’albero di cui sono i frutti, la Castanea sativa, della famiglia della Fagacee, che può raggiungere grandi altezze ed è particolarmente longeva: c’è un castagno a Sant’Alfio, presso Acireale, cui si attribuiscono 4mila anni di età. I frutti giungono a maturazione, fra settembre e novembre, avvolti in un riccio: se all’interno se ne trovano due o tre si tratta di castagne, quando ce n’è uno solo è un marrone. Le prime sono più piccole, color bruno scuro, si presentano schiacciate da un lato e la pellicola interna si stacca con difficoltà. I marroni sono più grossi, hanno forma arrotondata che ricorda un cuore, la buccia più chiara e striata e la pellicola, che si stacca facilmente dal frutto. Prodotti da alberi selezionati e migliorati dalla coltura, i marroni sono in, certo senso castagne doc particolarmente apprezzate dall’alta pasticceria.