Vanity Fair, numero 18, 2025.
Comunemente si pensa che i pesci non siano molto «svegli», per non dire peggio, ma una lettrice ci segnala invece di avere un pesce particolarmente intelligente.
È vero che c’è chi ritiene che il proprio figlioletto abbia un intelletto superiore a quello di Einstein, ma potrebbe essere che il pesce in questione (di cui peraltro sappiamo molto poco: rosso, grande, timido, vorace?) rientri davvero nella categoria dei «cervelloni». In effetti, per restare tra gli animali acquatici, mammiferi in questo caso, sono ben noti la simpatia e l’acume dei delfini, dotati di logica e di straordinaria memoria. Meno scontato è invece il caso del polpo, mollusco che possiede cervelli nei vari arti e capacità logica, tanto da usare con intelligenza i suoi tentacoli. Avido com’è di conchiglie, ha una tecnica infallibile: queste «non appena si sentono toccare si chiudono strettamente… dunque i polpi le insidiano mentre esse sono aperte e introducono una pietruzza… così senza timore avanzano e tirano fuori le carni». Lo apprendiamo col sorriso dalle pagine di Plinio il Vecchio (I sec. d.C.) in quella Naturalis Historia (9, 48) che, tra nozioni importanti e commenti curiosi, ci illustra il mondo animale e vegetale con incredibile modernità.
Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile
Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed