Vita da padroni di cani

Vanity Fair, numero 47, 2024.

Camminare a piedi non solo è salutare, ma può diventare anche curioso e divertente. Qualche giorno fa in un elegante via del centro di Milano una signora sta parlando fittamente non con una persona, bensì con il suo cane terrier, per convincerlo a lasciar perdere un angolo di marmo di un bel palazzo a favore di un palo della luce per irrorarlo a zampa alzata.

Mentre la creatura, dal noto carattere deciso, ignora totalmente il suggerimento e comincia ad esprimersi, ecco che passa il cittadino modello del XXI secolo, severo più di Catone il Censore, che comincia a sentenziare contro la signora, la quale a sua volta tenta inutilmente di spiegare l’intento e l’accaduto. Il tutto nell’indifferenza del cagnetto che accucciatosi, seccato di questi scontri verbali, sta presumibilmente pensando alla pappa che lo aspetta a casa.

Non molto lontano, qualche giorno dopo, ecco un’altra signora, che invece attende con calma che Fido Bau termini il suo bisogno su un angolo, sia pur di strada nobile ma di normale pietra, per esibirsi immediatamente dopo con una bella bottiglia d’acqua minerale (ma senza gas), cominciando a spruzzare generosamente e con animo altamente civico per lavare il punto prescelto da Fido. Vita da padroni di cani? Per gli adorati questo e altro. 

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed