Un sorbetto, presto!

Vanity Fair, N.30-31, 2026. La calda estate offre grande refrigerio con sorbetti e gelati. I primi sono in realtà i più antichi e si fanno raffreddando succo o polpa di frutta con sciroppo di zucchero. La loro origine è antica e si rifà all’arte, nota in tutta l’area del Mediterraneo ma anche in Medio Oriente e in Cina, di conservare neve e ghiaccio da usare durante la stagione calda. L’ipotesi più accreditata fa risalire il termine «sorbetto» all’arabo sharba (bevanda fresca); altri propendono per una derivazione dal latino sorb re (sorbire). Furono del resto gli Arabi nel IX secolo a portare in Sicilia la tecnica di mescolare succhi di frutta e zucchero con la neve dell’etna o delle Madonie. Il sorbetto trovò poi sempre grande accoglienza, per venire definitivamente migliorato dall’ingegnoso Bernardo Buontalenti, architetto e scultore fiorentino. Molto amato dal Rinascimento in avanti, il sorbetto rientrava nelle specialità affidate al Confetturiere, figura importante nelle corti settecentesche, ed è stato a lungo usato come intermezzo fresco nei pranzi con molte portate per alleggerire la digestione. Mentre il gelato include latte, panna e uova, il sorbetto è a base di acqua e frutta e questo lo rende meno calorico. E la deliziosa granita? Simile, ma diversa: un’altra storia. 

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed