Un numero fortunato

Vanity Fair, numero 43, 2024.

Sui numeri da evitare, considerati «iellati», abbiamo scritto di recente constatando molti partiti pro, ma anche altrettanti contro, scettici che poi, magari, credono nei numeri fortunati.

L’8, per esempio, sarà per la forma dell’infinito, è generalmente considerato un vero portafortuna in particolare in Oriente, dove si favoleggia sia stato venduto all’asta per una cifra inenarrabile un numero telefonico composto da soli 8. Per la smorfia napoletana il 57 è ottimo; in Italia il 13, tanto temuto quando si tratta di sedersi a tavola (ricordando l’Ultima cena), è stato per molti anni in cima ai desideri di tutti gli italiani quando si giocava al Totocalcio.Per il Feng Shui c’è un numero «Gua», personale di ciascuno, che è la conseguenza di calcoli complessi che coinvolgono la data di nascita, ma c’è una predisposizione per il numero 3, che simboleggia la vita, l’amore e anche per il 6, mentre ovviamente la matematica ignora l’aggettivo «fortunato» per i numeri.

Ognuno poi ha il suo preferito legato a eventi speciali o ricordi e se lo tiene ben stretto. C’è del vero in tutto ciò? Se si pensa che ogni anno una persona qualunque compra in un posto qualunque un biglietto a caso della lotteria di Capodanno, vincendo poi uno sproposito di milioni, tutta l’impalcatura svanisce, lasciandoci solo il desiderio di imitare quel fortunato.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed