Vanity Fair, N. 37, 2025 Al ritorno dalle vacanze vari e colorati sono i racconti degli amici. C’è chi protesta per i prezzi di ombrelloni tremendamente aumentati, chi narra di viaggi avventurosi tra foreste pluviali e gite in mongolfiera, e chi semplicemente è andato in una baita di montagna, tra pecore e stelle alpine. Un’amica, con espressione lusingata, racconta di essere stata oggetto di attenzioni, su una bella spiaggia, da parte di un vicino di postazione, il cui primo approccio è consistito in un eclatante baciamano. «Galante», commenta uno dei presenti. Ma l’amica, un po’ maliziosa, chiede se il signore era in smoking o in costume da bagno: la seconda risposta. A seguire il galateo ogni commento guasterebbe, dato che nessun baciamano va eseguito per la strada o in situazioni così eventuali. Una delle regole severe fin dal XVI secolo, quando nacque alla corte polacco-lituana. Un saluto riservato oggi alle signore, ma con modalità precise. Ovviamente non di presentarsi in calzoncini, seppure di gran marca. Ma, in questo caso, mise e circostanze in realtà poco importano: effetto desiderato raggiunto, la signora appariva totalmente rapita. Forse il primo baciamano della sua vita. E allora: quid melius?

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed