Vanity Fair, numero 12, 2025.
La cena era stata perfetta, compresa la deliziosa insalata di arance Tarocco, finocchi, olive, tipicamente siciliana e molto profumata. Poi qualcuno chiese come mai un prodotto così buono, queste arance dal colore tra il roseo e il rosso, venisse chiamato con un nome così poco lusinghiero e iniziarono ipotesi e interrogativi. «Tarocco» indica nell’accezione comune qualcosa di falso, contraffatto.
In realtà i Tarocchi sono un mazzo di carte da gioco, composto di solito da 78 pezzi, illustrati da figure fantasiose, che risalgono forse al XV secolo. Per ragioni varie, si cominciò presto ad attribuire un significato esoterico a queste carte, tant’è che vennero poi adottate dalla cartomanzia nel Settecento. Potrebbe essere dunque che non godendo i cartomanti di grandissima considerazione per l’aleatorietà delle loro profezie, ne discendesse il significato poco entusiasmante del termine. Ciò però non spiegherebbe perché le Tarocco vengano così spregiativamente chiamate, anche se una storia narra che un contadino che tentava un innesto, sorpreso dal risultato diverso da quello sperato, le avrebbe così battezzate per ripicca. E ancora meno si spiega come anche quel raschietto in acciaio da cucina per tagliare impasti e simili venga chiamato «tarocco» dai cuochi, cucinieri ed esperti. Il mistero incombe.
Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile
Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed