Stinco d’estate

Vanity Fair, N.36, 2026. La scena si apre su una villetta in una località della costa tirrenica con una signora, cui piace avere ospiti a cena. Gli invitati arrivano e, dopo l’aperitivo e un po’ di chiacchiere nel verde del piccolo giardino, ecco che la comitiva si mette a tavola. L’ospite esordisce anticipando ai commensali che ha preparato per loro il suo piatto migliore, stinco di maiale al forno con patate. Le facce degli astanti non nascondono sguardi preoccupati, la temperatura non scherza neanche di sera. Un invitato, più «immediato» degli altri, si lascia sfuggire un commento che rattrista la signora: «D’agosto?!». Un’altra ospite, più smaliziata (e più educata), la rassicura che tutti le sono grati, ma che non doveva faticare in vacanza, si sarebbero accontentati di un «normale» prosciutto e melone, l’importante è la compagnia. La buona regola dei «commenti a casa» andrebbe sempre rispettata. D’altra parte è proprio l’estate, con i suoi menu freschi, mozzarelle e burrate, acciughe marinate e via così, il momento di cibi facili che piacciono e che, con un buon vino scelto con cura, dimostrano comunque riguardo verso gli ospiti.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed