Sedetevi dove volete

Vanity Fair, numero 47, 2023.

Novembre, già cominciano pranzi e feste tra amici. E un rincorrersi di impegni fino alla notte della Vigilia, rigorosamente in famiglia, con vacanze a seguire. Il problema dei posti a tavola è stato tradizionalmente considerato in tutte le sue sfaccettature. Numerosi i libri di bon ton, a cominciare da quel Galateo overo de costumi di Giovanni Della Casa (1558).

Nei pranzi ufficiali il problema non si pone, perché la collocazione degli invitati risponde a un preciso protocollo. Ma scendendo tra i comuni mortali vi sono spesso occasioni di banchetti con decine di ospiti, magari per qualche ricorrenza. Qualche volta la festa si fa a casa, ma generalmente si sceglie un luogo pubblico e i tavoli vengono già predisposti da chi invita. Il luogo prescelto sarà elegante e altrettanto ricco il menu, ma una cosa è certa: molti non gradiranno il tavolo cui sono stati assegnati: o si è troppo lontani dai padroni di casa, o in un angolo, o troppo esposti all’aria, ma quasi sempre non si apprezzano i compagni di tavola. E un rischio che tutti corrono, ma alla fine tutto si risolve. Per chi volesse osare, un’amica molto glamour da anni adotta per i suoi parties, il criterio di «sedetevi dove volete, con chi e come vi piace». Nel tempo si sono formate amicizie di coppie inizialmente sconosciute, fra la contentezza di tutti.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed