Vanity Fair, N. 41, 2025 Con l’avvento dei voli low cost, apprezzati particolarmente dai giovani ma usati pur ampiamente da tutti, dove il centimetro conta eccome, si è abituati a infilarsi, spingere, scavalcare e quant’altro per raggiungere il posto assegnato, dove lo spazio nella cappelliera è perdipiù regolarmente già tutto occupato, più o meno lecitamente. Capita cosi che, appena atterrati, il signore della fila 9, incautamente dimentico dei bagagli ammassati, aprendo la cappelliera faccia cadere la sua 24 ore sulla testa della signora della fila 8. Lamentele, proteste, insulti? Niente di tutto ciò. Al desolato che si scusa quasi balbettando viene rivolto un «non si preoccupi, era pure leggera», e in più un bel sorriso. Da qui nasce uno scambio di considerazioni tra le persone coinvolte, seguono le presentazioni, nascono simpatie e una quasi amicizia, che portano a rivedersi in città, anche con famiglia e figli, con seguito di cenette e quant’altro. Si tratta di puro buonismo? No: prendere gli eventi che capitano, anche se a volte esattamente non piacevoli, con allegria (e una larga visione delle cose ben più gravi), ecco una bella ricetta. Per vivere meglio e magari anche stringere nuove e simpatiche amicizie.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed