Vanity Fair, numero 19, 2023.
Maggio è il mese delle grandi fioriture, della primavera che si avvia verso l’estate, le rose ne sono da sempre il simbolo. Bellissimo fiore, esiste in mille sfumature di colore ed è universalmente noto nel linguaggio degli innamorati (per conquistare l’amata o magari per far superare un’incomprensione?). La rosa è da sempre il fiore prediletto delle dame britanniche; non a caso il botanico David Austin è famoso per aver creato numerose nuove specie di rose, tra cui la «Rosa inglese», coniugando grazia e resistenza. Progressivamente la cultura delle rose ha conquistato signore delle più diverse nazionalità, ottime giardiniere non professioniste.
Ma la rosa brilla anche in campo gastronomico. A Mantova, per esempio, si incontra la Torta delle rose, creata in occasione delle nozze tra Francesco Il Gonzaga e Isabella d’Este (1490): semplice ma ottima, la pasta viene annidata su sé stessa: una magnifica presentazione per un doloe oco elaborato. Il panino più buono? E la rosetta, detta anche michetta, che si presenta con la classica forma a fiore (ottima con la mortadella, ma non solo…). L’elenco potrebbe continuare. La rosa, entrata nel nostro immaginario sui banchi di scuola fin dalla declinazione latina rosa rosae, continua ad accompagnarci piacevolmente nel nostro quotidiano.
Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile
Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed