Vanity Fair, N. 38, 2025 Aperitivi vegetali con il Tomatini e le fotografie che riflettono sull’alimentazione. Settembre è il mese di chi può permettersi ancora vacanze (il fortunato che sa scegliere il miglior periodo!), dell’inizio delle diete più ferree (post stravizi estivi), se non già della programmazione delle vacanze di Natale (il mondo intero è sempre più sollecito in proposito). Ma è anche il mese della raccolta dei pomodori e della confezione casalinga della mitica «pummarola», che non si limita al Sud ma si estende a tutta l’italia, dove si corre all’acquisto di chili se non quintali di meravigliosi San Marzano, la qualità per eccellenza, coi loro frutti lunghi e pieni, ma anche di altri esemplari come l’ottimo Riccio di Parma o il Rio Grande (ma qui si va tra gli specialisti). Ogni signora, oggi anche i signori, ha la sua ricetta, ovviamente la migliore di tutte: chi non li pela, chi toglie la buccia con la macchina e chi li pela uno per uno rigorosamente a mano, chi toglie meticolosamente i semi, chi li cuoce poco, chi molto e via così. Dal grande lavoro della cucina domestica usciranno decine di preziosi barattoli della «pummarola» che, bontà a parte, col loro bel colore faranno compagnia tutto l’anno. Come non ricordare a questo punto le parole dell’ode di Neruda: «Il pomodoro, astro della terra… senza squame né spine, ci offre il dono del suo colore focoso e tutta la sua freschezza». Non resta che goderlo, buono con tutto e su tutto.
Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile
Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed