Vanity Fair, numero 16, 2025.

Due amiche stanno parlando delle prossime vacanze pasquali e mentre una si compiace del fatto che la Pasqua quest’anno sia «bassa», l’altra le risponde che al contrario la Pasqua è «alta». Ne nasce una diatriba dove la seconda signora appare aver ragione: per Pasqua bassa si intende quella che cade a fine marzo-primi di aprile, per Pasqua alta quella che cade nella seconda metà di aprile, più verso l’estate.

Ma da dove derivano queste definizioni? Ci si potrebbe chiedere come mai il Natale sia sempre il 25 dicembre, mentre la data della Pasqua cristiana è variabile. In realtà, il calendario che la fissa fu stabilito secoli fa, durante il consiglio di Nicea (nell’attuale Turchia) nel 325 d.c., primo evento ecumenico nella storia della cristianità, a cui partecipò lo stesso imperatore Costantino.

La Pasqua cade la domenica successiva alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera ed è pertanto ovvio che si tratti di data mutevole, anche se, alta o bassa che sia, cade sempre di domenica perché nei Vangeli si legge che il sepolcro vuoto di Cristo fu scoperto il giorno successivo al sabato. Al di là di eventi storici e motivi di fede, certo è che la Pasqua, specialmente alta, è un momento gioioso, che segna l’avvio della bella stagione, con i suoi fiori e il suo tepore, tutta da godere.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed