Class Country, autunno 1991.Torte e dolci di tutte le latitudini si arricchiscono della presenza delle mandorle: dalle più caserecce, come l’ottima sbrisolona di Mantova, o il plum pudding che celebra il Natale nel Mulino sulla Floss di George Eliot, fino alle più elaborate creme, charlotte, amaretti e molto altro ancora. Universalmente noti i torroni, vanto di Cremona e non solo, dove la mandorla dà però spazio anche alla nocciola.

Nel passato, specie nel tardo Medioevo e nel Rinascimento, l’uso delle mandorle era frequente anche in cucina, specie nelle zuppe. Già il Libro della cocina, un manoscritto di anonimo toscano databile probabilmente tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘400, ne usa in svariate minestre e zuppe: come nel blanmangieri, il biancomangiare a base di riso, petti di gallina o di pollo, latte di mandorle e, per finire, sopra il tutto, mandorle soffritte nel lardo.