Vanity Fair, numero 39, 2024.
La scaramanzia, di cui abbiamo recentemente parlato, non riconosce classi sociali o intelligenze da Nobel: c’è chi è terribilmente attento a gatti neri, specchi rotti e al tremendo 13, che poi a tavola diventa quasi ferale.
«Triscaidecafobia» è il termine derivato dal greco con cui si indica questo terrore. Sul numero 13 si sa molto ed è non solo una credenza italiana ed europea, ma anche, per citare, degli Stati Uniti, dove il 13 è assolutamente bandito, tant’è che non esiste in aereo il posto numero 13, ma solo il 12 o il 14, e nei grattacieli il piano 13° è inesistente. Qual è la situazione in Oriente? Sul 13 ci sono delle cautele, ma quello che in primis è aborrito in tutti i modi, anche nella pur realista Cina, è il numero 4, considerato un segno di cattivo auspicio perché nel suono ricorda la parola «morte». Come in Cina anche in Giappone, Paese altrettanto razionale, non si trovano stanze con il 4, nelle case il 4° piano non c’è: questa paura viene chiamata «tetrafobia» e. sulla base della credenza più radicata, si dice che gli scaramantici cerchino di evitare il 4 addirittura nei numeri telefonici. Un conforto viene dal fatto che già gli antichi Romani temevano il 17, timore di cui rimane traccia ancor oggi in molti Paesi, per esempio in Italia, dove non sempre è gradito. In realtà c’è il partito del 13 e quello del 17, e chi li evita accuratamente entrambi. Vedete voi!
Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile
Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed