Vanity Fair, numero 2/3, 2024.
L’anno appena iniziato porta con sé, per parlare di cose lievi, anche i doni ricevuti per Natale. Alcuni saranno oggetti di utilità, altri magari la borsa o la giacca tanto desiderata, e parecchi saranno anche delicatezze gastronomiche, così buone.
Ovviamente, non si arriva a mangiare tutto, anche con famiglie numerose, e molti cibi sono sottoposti a scadenza. Che fare? II primo suggerimento è radunarli e portarli ad associazioni che si occupano di chi ha poco o niente, facendo arrivare non solo sostentamento ma anche prelibatezze. Chi invece ha già provveduto alle doverose beneficenze, può chiamare a raccolta amici e parenti e seguire un principio di sacrosanta economia, organizzando a casa una riunione festosa e informale, nella quale, anche senza una linea ben precisa ma con la mano certamente sapiente dei padroni di casa, si offriranno varie pietanze utilizzando i differenti tipi di doni ricevuti, dal salmone al paté, dai formaggi ai salumi, dai sottaceti al vino, dai panettoni alla frutta secca e così via. L’invito si concretizzerà in un biglietto o in un email, dove tutti saranno chiamati a godere di una cena di «regali avanzi», con un gioco di parole già ghiotto e piacevole. Un modo per incominciare l’anno nuovo con un sentimento di condivisione.
Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile
Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed