Vanity Fair, numero 24/25, 2024.

Non è frequente che in una discussione entrambe le parti abbiano ragione, ma questo è il caso. La signora Rossi ha comperato un biglietto di “poltronissima” per uno spettacolo e con entusiasmo si presenta in teatro, sedendosi al suo pasto con vista assicurata. O quasi.

Mentre il sipario sta aprendosi davanti a lei si siede una giovane, elegante ragazza, con un’ esuberante testa di capelli ricci sapientemente agghindati. La visuale della signora è del tutto compromessa. spingendola a chiedere alla ragazza se può acconciare i capelli con mollette o un clastico per consentirle uno spiraglio di visuale. Sulla risposta ci sono pochi dubbi. E la serata si è ovviamente guastata. Visto da un’altra parte è vero che non si può chiedere a una persona di cambiare acconciatura, e altrettanto vero che viene totalmente vanificato il diritto di vedere lo spettacolo. Se in alcuni contesti esistono regole sui «cappelli» (come Wimbledon), ma non sui capelli», gli altri casi sono lasciati al buon cuore degli interessati. In simili occasioni, meglio sarebbe chiedere con cortesia alla persona davanti, un signore gigante o una signorina dai molti capelli, di scambiare posto. La risposta sarebbe probabilmente positiva con soddisfazione di entrambi. Che poi la storia del malcapitato e ignaro spettatore dell’ulteriore fila di dietro è tutta da scrivere…

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed