Vanity Fair, numero 22/23, 2024.
Sarà capitato a molti di trovarsi in compagnia di super competenti. Se un esperto di argomenti tecnici a volte può affascinare, in altri settori qualcuno ogni tanto può infastidire. Si va a passeggiare in un parco in compagnia, e se si comincia a esclamare «guarda che bell’albero» ammirandone il tronco o le foglie particolari, a questo punto l’amica (o l’amico) esperta, con tono gentile ma deciso, ti chiede se stai alludendo al Taxus baccata, ovvero il tasso, quando tu pensavi che fosse solo un animaletto. Mentre ammiri un altro albero l’amica precisa che si tratta di un Acer campestre e non di un Acer rubrum, ma qui spieghi (ricordi di latino) che anche tu escludevi il rosso, e fai pure la tua bella figura. L’elenco potrebbe continuare con i fiori dei quali i comuni mortali ricordano i nomi fondamentali come glicine, ortensia, rosa o geranio, senza immaginare che di gerani ce ne sono di ricadenti, angel, odorosi e così via.
Un nipote, ragazzo di brillante praticità, ebbe a chiedersi perché all’ingresso di un giardinetto non ci fosse un cartello con indicato il nome delle specie con le foto. Si potrebbe imparare qualcosa, esclamo: beata innocenza! Sarà che le idee semplici ma giuste non incontrano sempre successo, sopportiamo gli amici super esperti e cerchiamo almeno di imparare da loro.
Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile
Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed