Cordialmente

Vanity Fair, numero 32/33, 2024.

Si sentono spesso persone lamentarsi di commessi e commesse dei negozi per comportamenti affrettati, distratti, poco collaborativi.

Qualche settimana fa ho deciso di fare una prova e, via via che mi presentavo per i consueti acquisti, dal cibo all’abbigliamento, trovavo la persona con cui interloquire. la salutavo e chiedevo un aiuto nella scelta. Già a questo primo contatto vedevo nei loro occhi un certo brillio di interesse. Dopodiché, guardato e provato, si sceglie, occasionalmente si compera o si rinuncia. Ma ogni volta che me ne andavo, ringraziavo e davo la mano con riconoscenza alla persona che mi aveva aiutato, notando subito una felice sorpresa. Con la conseguenza che, ripresentatami nello stesso negozio a poca distanza di tempo, la commessa o il commesso mi sono venuti incontro con un sorriso o, se occupati, hanno ammiccato da lontano con un cenno di saluto.

Sulla gentilezza ha scritto tutto il mondo. sottolineandone l’importanza, da Oscar Wilde a Madre Teresa di Calcutta. Senonché spesso egoismo e fretta ci impediscono di manifestare questo sentimento fondamentale, ma se si desidera essere accolti con garbo e attenzione, proviamo per primi a usarli. Il risultato sarà sorprendente.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed