Vanity Fair, numero 45, 2024.
A tavola, in un pranzo, si possono scoprire molte cose, per esempio che qualcuno ti ritiene «superato», che le persone si dividono in differenti generation, che parecchi, anche giovani, pensano di dare lezioni ai cosiddetti boomer ma non sanno poi tutto come vorrebbero far credere. Il boomer in questione è effettivamente nato nei due decenni successivi alla Seconda guerra mondiale ed è considerato un po’ fuori moda, per non dire vecchio (la parola ha origine da «baby boom», l’esplosione di natalità che ha seguito la fine del tremendo conflitto bellico).
Oggetto della discussione: il giovane di «generazione Z» (i nati dal 1997 in avanti) stava commentando con altri commensali un episodio di «dissing», parola di cui il boomer ingenuamente non conosceva il significato e che gli fu subito spiegato trattarsi di una gara di insulti (!) fra colleghi in uso in special modo fra i rapper. A questa spiega venne aggiunto che i rapper sono personaggi a metà tra cantanti e ballerini, che si muovono e cantano a ritmo, ma, alla domanda «perché rapper?» non c’è stata risposta. Ebbene, il rapper indica, non solo per la Treccani, un «compositore, esecutore, cantante di musica rap», dove il termine rap viene dall’acronimo inglese di «rhythm and poetry».Così, il rapper diventa perfettamente comprensibile anche al boomer.
Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile
Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed