Vanity Fair, N.5 -6 , 2026. Il povero boomer, ma anche qualche suo amico non lontano di età, fatica non poco a stare dietro a tutte le parole dello slang, in special modo a quelle sempre più nuove, talora italiane ma spessissimo inglesi, che si riferiscono a situazioni di vita corrente. Il meschino scopre così, fra i mille termini, che lit (che discende da light, illuminare) indica qualcosa di valido o entusiasmante, mentre brain rot indica l’esaurimento mentale da troppa frequentazione social, che presumibilmente è quello che sta venendo a lui, che cerca ogni giorno di migliorarsi; che delulu è qualcuno di delirante mentre vibe killer chi rovina in qualche modo una bella atmosfera (una volta si diceva tout court un «rompi»). Se goat è l’acronimo di greatest of all time, cappare significa mentire e drip chi ostenta un look all’ultima moda e si potrebbe continuare a lungo. Per essere alla pari, che deve fare il boomer? Esercitarsi, portare sempre con sé un dizionarietto di slang, fingere di capire tutto? O magari ispirarsi alla leonardesca Gioconda, che ne ha viste tante e che sempre sorride.
Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile
Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed