Benedette queste uova

Vanity Fair, N.15, 2026. Nel fascino di un viaggio negli Usa (ma anche nella vicina Inghilterra), uno degli elementi più entusiasmanti non solo per gourmet e gourmand è il breakfast, la sostanziosa colazione anglosassone dove il pezzo forte è rappresentato dalle Eggs Benedict: due metà di un muffin (o pane in cassetta, bianco o nero) ciascuna guarnita con bacon, uova in camicia e salsa olandese, di cui si trovano molte varianti, la più famosa con salmone affumicato. Sull’origine di queste eccellenti uova ci sono molte storie più o meno fantasiose, forse la più veritiera racconta di tal Lemuel Benedict, un agente di Borsa a New York che nel 1894, dopo una serata di eccessi alcolici, ordinò al Waldorf Astoria toast, crispy bacon, uova in camicia e salsa olandese per riprendersi. Ma anche il celebre ristorante Delmonico di New York si fece avanti con lo chef Ranhofer, che pubblicò una ricetta quasi uguale sul suo The Epicurean. Gli amanti della storia sostengono dal canto loro che quelle uova prendano il nome dai frati benedettini che, abituati a un modesto cibo basico, accompagnavano il pane con le uova che di tanto in tanto venivano loro generosamente regalate dai contadini, arricchendo così il frugale pasto. Come dar loro torto?

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed