Bau tutti stupendi

Vanity Fair, numero 36, 2024.

Come in tutti i campi, anche i cani seguono la moda. Chi non è più giovane certo ricorderà il periodo di Lassie, il cane da pastore scozzese famoso per la sua intelligenza e gentilezza, che «torna a casa». E chi non ricorda gli elegantissimi dalmata contro la tremenda Crudelia De Mon? E chi era in prima fila nella Carica dei 101, se non il cugino di Snoopy (che è un beagle): il piccolo, intelligente, puntiglioso scottish terrier? L’elenco potrebbe continuare.

Recentemente nelle grandi città italiane si vedono spesso apparire cani quasi storici, deliziosi, delle palle di piuma, dolcissimi, i volpini di Pomerania, resi celebri nei secoli passati per essere stati ritratti da grandi artisti a fianco dei rappresentanti dei più importanti casati d’Europa. La stessa regina Vittoria, sul letto di morte, chiese di avere vicino la sua adorata cagnetta Turi. Già nel nome «Pomerania» risuona un’eco di importanza. Si tratta infatti della ricca regione che si affaccia sul Baltico, che fu parte del Sacro Romano Impero, che possiamo immaginare teatro di eventi e feste prestigiosi sempre alla presenza dei deliziosi, paffuti cagnetti.

I cani peraltro sono tutti bellissimi, ma nel cuore di molti rimangono sempre per primi i cani «di casa», che spesso si trovano randagi che concedono cuore, anima e corpo e che, anche se a volte proprio oggettivamente belli non sono, diventano i più belli ai nostri occhi.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed