Anatra all’arancia

Vanity Fair, N.7, 2026. Ci sono situazioni nelle quali due interlocutori hanno entrambi ragione e altre in cui entrambi hanno torto, come nel caso successo a un pranzo importante, dove è stata servita una splendida anatra, che i gourmet (e gli amici letterati, ammiratori di William D. Home) possono supporre all’arancia. Tra gli sguardi già golosi degli astanti si è levato l’urletto di un’invitata che, con voce querula, ripeteva «io non mangio cacciagione, io non mangio cacciagione!», con un certo imbarazzo dei presenti. Ancor più grande quello dell’ospite, che cercava di arrabattarsi, scusandosi e proponendo soluzioni. Forse per rimediare al suo errore: in un clima di vegetariani, vegani, celiaci, allergici e intolleranti, non chiedere in anticipo le esigenze degli invitati. Ma altrettanto sbagliata la posizione della signora ospite, che avrebbe dovuto segnalare le sue preferenze. La verità è che dai «bei tempi antichi» le cose sono cambiate: dal vecchio «troviamoci per un pranzetto», dove tutti mangiavano tutto e con grande appetito, oggi le esigenze sono molteplici. Nel dubbio, forse meglio astenersi da fantasie culinarie da grandi chef, per quanto ottime, e attenersi a un menu salutare: non mancano certo idee e prodotti in Italia.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed