Abbasso lo spreco

Vanity Fair, numero 13, 2024.

Sempre di più si affronta il tema della mancanza di cibo nel mondo, cui si cerca di trovare rimedio anche sensibilizzando il pubblico con trasmissioni e letture sulla «spesa intelligente» (assurdo riempirsi il frigo in eccesso sulla abituale necessità) e l’etica del recupero ovvero riciclo di ciò che, se oggi nel piatto è troppo, domani sarà ancora buono.

Intanto cresce per fortuna il numero delle persone, solo qualche anno fa molto più rare e timorose nel chiedere, che portano via dai ristoranti onesti avanzi che godranno a casa l’indomani. Senonché la scena cambia, e non poco, negli alberghi o resort, per esempio al breakfast, dove i buffet occhieggiano carichi di ogni bendidio: l’ospite torna al tavolo con piatti stracolmi tra croissant, krapfen, pani integrali o con le noci, torte al cioccolato, fragole, ananas e occasionali frittelle, senza contare l’omelette con bacon e pomodori e un paio di pancake, un menu adeguato, forse, a un quarterback dopo la vittoria del Super Bowl. Sui tavoli purtroppo restano tanti piatti semipieni di cibo irrecuperabile. E dire che il buffet serve proprio per potersi servire liberamente, se del caso più volte, senza ansia e con moderazione. Tutto il cibo va rispettato, ovunque sia.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed