Vanity Fair, N.19, 2026. In un bar affollato del centro di Milano, di quelli stretti apparentemente modesti dove si beve peraltro un espresso eccellente, una signora, scontrino in mano, è in attesa del suo turno per conquistare l’agognata tazzina quando il giovanotto davanti a lei, con un più che voluminoso zaino sulle spalle, si gira di colpo colpendola al viso, fra l’altro anche con una cinghia volante. La signora, fra tramortita e dolorante, viene soccorsa da alcuni degli astanti mentre l’impunito giovanotto se ne va con indifferenza lanciandole un «la prossima volta stia più attenta a chi ha davanti». Ogni commento guasterebbe. Certo gli zaini sono comodi, specie per chi è giovane e spesso porta con sé libri, computer e quant’altro, un mondo insomma, evitando valigie e borsoni. Purtroppo però le dimensioni risultano spesso gigantesche, specie quando riempiti allo stremo. È per questo che in Giappone vige una «legge» non scritta che è di pura attenzione verso i propri simili. In tutti i luoghi affollati come treno, metro e locali pubblici, gli zaini vengono subito passati dalle spalle al torace o per terra tra i piedi in modo da non urtare né offendere alcuno. Non c’è bisogno di proposte legislative o di approvazione delle Camere (!), basterebbe mettersi d’accordo e questi spiacevoli incidenti sarebbero evitati.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed