Giochi di parole

Vanity Fair, N.26-27, 2026. La scena presenta una classica serata di beneficenza, ai tavoli persone che spesso non si conoscono, con conversazioni varie e talora, se si è fortunati, interessanti. Due commensali stanno parlando dell’efficacia dell’utilizzo dei teaser per i loro prodotti e ne esaltano le possibilità. A questo punto si inserisce una signora elegante di una certa età chiedendo a gran voce ai due dove può comprare l’oggetto, dal momento che le hanno detto che è riservato solo a una certa categoria di persone. Con evidente imbarazzo i signori in questione le spiegano che il teaser è un breve video promozionale che serve per solleticare (dal verbo inglese to tease, «stuzzicare») la curiosità del pubblico nascondendo peraltro i dettagli del prodotto pubblicizzato, che verranno svelati solo più avanti. Grande lo stupore della signora, che invece chiedeva di poter disporre di un taser (dall’inglese to tase, «dare la scossa») la cui pronuncia, specie per chi non si è formato proprio a Oxford, può essere molto simile. Rinfoderate quindi le speranze di tenere nella borsa un oggetto di offesa, destinato peraltro alle sole forze dell’ordine, il divertente equivoco si è chiuso con un brindisi simpatico, che dimostra una volta di più come anche a tavola, oltre al piacere del cibo, si può arricchire la conoscenza.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed