Vanity Fair, numero 4/5, 2025.

Ferve tra i lettori un vivace interesse sui moderni neologismi o acronimi, a volte incomprensibili ai più e soprattutto ai meno giovani. Qualcuno ritiene che si possa tranquillamente sopravvivere senza conoscerli tutti, altri, invece, curiosi o à la page, ritengono importante informarsi per essere aggiornati. Questa curiosità può essere risolta con l’aiuto della celebre Treccani , che ha da poco pubblicato l’ultima edizione del #Dizionario, con le parole «nuove» del 2024, dove si possono sfogare le curiosità, a volte con un sorriso di approvazione.

Come di fronte al termine «vacansia» che indica quella «spiacevole sensazione di irritabilità o di oppressione» che si prova durante il riposo, che così non si riesce a godere appieno. O anche per chi ci tiene alla linea o ha poco tempo, l’espressione «sdigiunino», che indica uno «spuntino veloce da preparare ma molto gustoso». Se qualcuno pensa ancora di usare aggettivi come «uggioso» o di definire un tale «gaglioffo» piuttosto che «smargiasso», se lo scordi. Pochi sarebbero in grado di capirlo: peccato, perché l’italiano è ricco di sfumature.

Ma chi comprende i nuovi acronimi sono senza dubbio i «neet», giovani tra i 15 e i 29 che non studiano né lavorano (Not in Education, Employment or Training). Anche questo è un inizio…

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed