Aragoste per tutti?

Vanity Fair, N. 22-23, 2025. A tavola sarebbe meglio non parlare di politica per evitare antipatiche discussioni (e presumibilmente nemmeno di calcio). Ma non mancano argomenti piacevoli che mantengono alto il livello di piacevolezza.

Per una cena la padrona di casa chiede preventivamente agli invitati se ci sono allergie e non avendo ricevuto segnalazioni decide di offrire aragoste, non sappiamo se al gratin o alla griglia. Senonché di fronte al piatto una commensale oppone con espressione disgustata un netto rifiuto, provocando grande sorpresa della padrona di casa, che teme di aver frainteso una possibile allergia. Ma la risposta è chiara e secca: «Non mi piacciono le aragoste, sono dure e stoppose» e lascia i commensali basiti. La cosa infaustamente prosegue quando un altro ospite, piccato dalla apoditticità dell’affermazione, taccia la signora di non essere una gourmet. Il seguito è facilmente intuibile e la cena viene definitivamente guastata, mentre un sottile gelo cala sulla tavola oltre che sugli eccellenti crostacei. La speranza è che un ospite spiritoso riesca a distrarre magari con una notizia modaiola o piccante gli ormai rattristati ospiti.

Tra intemperanze e maleducazione, il suggerimento è comunque quello di tenere per sé i commenti più o meno pesanti, in special modo se si è a tavola, posto per sua natura deputato alla serenità.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed