April fool’s day

Vanity Fair, numero 14, 2025.

Fra pochi giorni ricorre il 1° di aprile, particolarmente famoso per l’omonimo «pesce» e per gli scherzi a esso connessi in molti Paesi e culture diverse. Le notizie più incredibili, ovviamente date con sicurezza e serietà, traggono in inganno talora anche le persone più avvedute e viene spontanco domandarsi l’origine di questa usanza. Premesso che le storie sono molte ma nulla è sicuro, la prima spiegazione è che, non essendo i pesci ritenuti di particolare intelligenza, si tratta in realtà di prendere all’amo sciocchi e creduloni.

Ma la tradizione del cosiddetto «pesce d’aprile» dura con successo da molti secoli e qualcuno la fa risalire addirittura a Cleopatra, che durante una gara di pesca avrebbe attaccato all’amo di Marco Antonio un pesce finto. Un’altra teoria si rifà alla Francia e allo spostamento della data del Capodanno, un tempo il 1° di aprile, a seguito dell’adozione nel 1582 del calendario gregoriano: uno scherzo a chi continuava a festeggiare la vecchia data invece della nuova, e cioè il 1° di gennaio. Mentre un tempo però c’era l’abitudine di burle più semplici come attaccare un pesce di carta alla schiena della vittima, oggi i potenti mezzi tecnologici permettono scherzi raffinati nei quali è quasi impossibile non cadere. Radicali gli inglesi, che lo chiamano «April Fool’s Day» (giorno degli sciocchi d’aprile): ognuno si tuteli di conseguenza.

Paola Trifirò Siniramed @dizionarioirresistibile

Column “L’ospite felice” di Paola Trifirò Siniramed