Nei tempi antichi, sale e pepe erano merci di scambio preziose, oggi solo condimento. E dalla tavola al collezionismo il passo è breve.
EIvis (la saliera) gigioneggia sulla sua limousine azzurra (la pepiera); il cavernicolo Adamo (pepiera) si stringe ad un’ Eva licenziosa (saliera); e poi la Statua della Libertà (sale) divide il vassoio con l’Empire State Building (pepe); e via condendo, Dracula che si erge intenerito su una bara, mentre un cilindro smontabile svetta sulla testa di Lincoln… Ci voleva la collezione di Paola Trifirò – fino al 29 giugno alla Triennale Design Museum di Milano – per svelare i mille volti dei salt & pepper shaker, elementi secondari della mensa resi protagonisti dalla più inconsueta delle mostre. L’Expo – affetta da gigantismo – non era il contenitore adatto alla fragile allegria della collezione: ma la Triennale, porto naturale delle arti applicate, ha subito spalancato la tavola, e oggi i salini-pepini della Trifirò troneggiano sui banchi del Design Cafè, luogo ideale per affluenza e connessione al tema.