L’ETICHETTA, numero 19, primavera 1988. Era amato già da Catullo (“‘Salve, venusta Sirmio”!) e dai suoi contemporanei, quegli antichi Romani che ben sapevano apprezzare tutte le cose belle e che fra i luoghi preferiti, Capri, le isole Pontine, Baia, Capua, ponevano anche il lago di Como e quello di Garda. Ma le attrattive del Benaco, questo l’altro nome del suggestivo e grande specchio d’acqua, erano state ancor prima scoperte dagli Etruschi, che qui si erano trasferiti, oltre che in Toscana , dalla lontana Asia e così dalla Lidia (il Garda infatti, specie nei classici, viene spesso chiamato anche “Lidio”).

Ricette: ravioli di cavedano, anguilla del Garda marinata all’alloro su un letto di rucola, trota alle olive verdi gardesane, luccio al pomodoro e Chiaretto del Garda, risotto con tinca e piselli, filetti di coregone allo zafferano con tortino di spinaci, sardine in guazzetto con insalata di patate, spuma di trota