L’ETICHETTA, numero 19, primavera 1988. Vide navigare le navi di Cartagine, la città fondata dai Fenici intorno all’814 a.C., e le vide combattere quando, sei secoli dopo, lo scontro con i Romani divenne inevitabile. Assistette così alle guerre puniche, in special modo alla prima: allorché nel 241 a.C. il console Lutazio Catulo con una flotta di circa 230 navi da guerra, per un totale di 70 mila uomini tra marinai e soldati, affrontò e in gran parte affondò, proprio ale isole Egadi, la flotta cartaginese al comando del generale Annone, forte di ben 250 navi per un totale di circa 80mila uomini. E prima di allora l’isola aveva visto anche le lotte dei Greci, che dividevano con i Cartaginesi il controllo sulla Sicilia, ma non se ne contentavano: fu nel 397 a.C. che Dioniso di Siracusa attaccò Mozia (avamposto fenicio di fronte a Marsala, non lontano da Formica) e la distrusse. E non è tutto: a Formica ci furono i Sicani (popolazione autoctona della Sicilia), gli Arabi, gli Aragonesi, i Normanni, si calcola che quattordici civiltà vi siano passate. L’isola, che è piccola (non più di sei ettari), fu celebre soprattutto per le sue due tonnare, abbandonate circa quindici anni fa: quando era maggio, nel momento clou del passaggio dei pesci, nelle caratteristiche costruzioni dal soffitto a volta si ospitavano fino a duecento “tonnarotti”, gli abilissimi pescatori dele tonnare.
Ricette: lumache all’isolana, pagello al cartoccio, aragosta di formica, sarde fritte a cotoletta
