A dare il la furono due cagnolini su una decapottabile azzurra. Li aveva visti a Edimburgo nell’agosto del 1978 durante il Festival delle Arti e non riusciva a distogliere gli occhi da loro: uno è il sale, l’altro il pepe, nel baule c’è pure la senape. “Amo molto il kitsch, è troppo divertente”, confessa Paola Trifirò Siniramed, avvocato milanese e giornalista pubblicista, che vanta un primato: è sua, senza dubbio alcuno, la collezione più grande del mondo – e sorprendente – di “salini e pepini“.
Che nella sua dimora milanese sono in buona compagnia: ha una biblioteca tematica unica, con oltre 5.000 volumi, una vera “bibliotheca culinaria“ con opere antichissime tra incunaboli, cinquecentine e ricettari in tutte le lingue. Da quei primi due cagnolini, uno dopo l’altro, i contenitori di sali e di pepe sono diventati più di quattromila, i più antichi sono datati anni ’20 ma ci sono anche souvenir contemporanei. Alcuni li ha conquistati partecipando a piccole aste, altri girovagando tra mercatini caratteristici, da Portobello alla Francia, dal Giappone al Massachusetts. Ci sono Stanlio e Ollio, c’è Elvis sulla sua limousine, c’è un set in bachelite con il capo indiano e due tende: uno è il sale e uno il pepe, ovviamente.