Ieri emarginati dalla tavola, oggi protagonisti al Museo del Design. Allestita nel centro nevralgico del design milanese, la Triennale, Salt & Pepper Shakers è una sorprendente selezione di 600 spargisale e spargipepe. Selezione parziale e ragionata, tuttavia, poiché la collezionista, e curatrice di questa mostra, Paola Trifirò Siniramed, da quell’Agosto del 1978 in cui in visita a Edimburgo si innamorò di una coppia di cagnetti, di salini e pepini ne ha accumulati oltre 2.000.
Il grosso dell’esposizione è Made in Usa, con i primi strumenti di cucina dell’inizio del secolo scorso che lasciano il passo al Good Life degli anni Cinquanta e Sessanta (dalle scarpe di Marilyn all’hamburger.) Ma non mancano pezzi di manifattura contemporanea, e in misura minore, quelli marchiati Occupied Japan o solo Japan, prodotti cioè nel Sol Levante durante l’occupazione delle forze alleate dal ’47 al ’51. Una varietà e particolarità di soggetti la cui “lettura” è facilitata attraverso un set design in stile wunderkammer, con teche di vetro che raggruppano macrotemi precisi (animals, clowns, eros and soul, travelling… ).